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I disastri ambientali (… ed io?)

maggio 27th, 2010 by Sara in Racconti di attualità

L’ultimo disastro ambientale al quale stiamo tristemente assistendo è quello causato dall’esplosione del pozzo petrolifero, che, ormai da più di un mese, sta sversando “l’oro nero” nei mari del Golfo del Messico, senza che si possa fare nulla di risolutivo, pare.

Permettetemi un piccolo sfogo sulla vicenda e su tutte quelle vicende analoghe in cui gli interessi primari sono i soldi e il potere e non la tutela dell’ambiente e degli individui che ci vivono dentro, siano essi animali, piante o uomini.

Ritengo vergognoso che l’uomo, per i propri interessi economici e per i giochi di potere internazionali, possa essere così egoista da continuare ad indirizzare le proprie scelte verso soluzioni che possono provocare morti e disastri ambientali senza precedenti; e che non abbia come pensiero primario il preservare un ambiente nel quale dovranno vivere le generazioni future e dal quale tutti, compresi i potenti, attingiamo tutte, proprio tutte, le risorse che ci permettono di sopravvivere.

Io provengo da studi in biologia marina e forse è per questo che la questione mi sta tanto a cuore, che mi lascia con questa rabbia e con questo groppo alla gola, con questo senso di impotenza. Ma penso di non essere la sola a provare questo sgomento. E l’interrogativo che mi martella in testa, di fronte a disastri ambientali come questo, è: “Perché? Cacchio, perché???”

Devo rassegnarmi al fatto che il mondo vada alla rovescia o devo essere fiera di portare avanti tutte le mie ideologie di rispetto nei confronti dell’ambiente? I gesti quotidiani che faccio per cercare di avere il minore impatto possibile sull’ambiente sono ancora utili o vengono vanificati da catastrofi come questa?

Ha ancora senso che io mi ostini a fare la raccolta differenziata? O che usi gli elettrodomestici solo quando è necessario e negli orari in cui consumano meno? E che adotti tutte quelle pratiche “salva-ambiente” che adotto di solito?…

Ha ancora senso che cerchi tutti gli espedienti per rendere la casa in cui vivo più isolata rispetto all’esterno per consumare meno? O che provi rabbia invece che senso di refrigerio quando, in estate, entro in quei negozi con aria condizionata sparata a -20°C e con le porte spalancate per attirare comunque (e, direi, ad ogni costo) clienti?

E che quando faccio la spesa compri il dentifricio senza l’ulteriore imballaggio di carta per evitare sprechi e rifiuti inutili? O che compri la carta igienica fatta con carta riciclata?

Cacchio, ha ancora un senso tutto questo? O è solo utopia pensare che serva a qualcosa in seguito a disastri ambientali come questo?? E’ solo la mia testardaggine a guidarmi in tutti questi piccoli gesti?

Ha ancora senso tutto questo, anche con la consapevolezza del fatto che io sono piccola piccola e che le mie scelte valgono per uno e che i potenti sono “grandi” e che le loro scelte valgono per milioni di persone, per paesi interi???

La risposta che mi do è che, nonostante tutto, per me ha ancora un senso, e che io continuerò a fare la mia parte, anche se infinitesimale, sperando di non essere sola.

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2 commenti all'articolo “I disastri ambientali (… ed io?)”

  1. Commento di Carla

    Cara Sara,
    oggi rileggevo un libro di Marcello Fois in cui scrive “come è possibile che il progresso sia inversamente proporzionale alla qualità dell’aria? è possibile che per stare bene sia indispensabile stare male?”. Penso che valga anche per quello che sta succedendo nel Golfo del Messico. Come dici tu fa rabbia, e siamo impotenti davanti a catastrofi di quella grandezza, ma non lo siamo nel nostro microcosmo. Marcello Fois continua dicendo “.. io continuo a dire a mio figlio che esiste una strada per un progresso pulito che è la strada del buon senso e della responsabilità personale. L’impegno personale è gratuito”. Lui ti darebbe ragione!
    Così come tutte quelle persone che si impegnano per tenere pulita la loro città, il loro quartiere, la loro strada, il parco comunale, il tratto di spiaggia che frequentano e sensibilizzano i propri amici e cari.
    Un altro personaggio che mi piace molto, il comico americano George Carlin, dice che voler salvare il pianeta è forse un pò arrogante da parte dell’uomo, ma voler vivere, finché possiamo, in un ambiente sano e pulito è legittimo.
    Io mi tranquillizzo pensando a quello che dice lui, alla fine di un suo sketch “The planet is fine.. the people are fucked!”.. Quindi cerco di non provare a salvare il pianeta, ma non essere neanche una di quelle persone! ;-)

  2. Commento di Sara

    Grazie Carla,

    dovrò leggere il libro di Fois! E guardarmi un po’ di programmi non italiani… :)

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