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Un mondo senza alcuna logica, libero!

"Racconti significa "eccomi, questo è come io l'ho visto, questo è come io l'ho vissuto!", significa gli occhi entusiasti e sbarrati di un bambino che richiede una storia, significa se stessi sopra ogni cosa, in cima, lassù, in vetta sul mondo, su tutto! Io racconto..."

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Archive for marzo, 2010

La scommessa

marzo 29th, 2010 by Claudia in Racconti autobiografici

Avevamo lasciato il nostro eroe, l’Omo-sola, alle prese con la sua richiesta/sfida di dimostrare che non era “tutto chiacchiere e distintivo” (leggi la prima parte del racconto: L’altra metà del cielo).

Io nel frattempo pensavo di avergli spedito un sms che avrebbe troncato i nostri rapporti e ne ero tanto sicura da scommettere con una mia amica che non si sarebbe più fatto vivo.

La settimana passa nel silenzio reciproco e con un po’ di rammarico mi accingevo a riscuotere la vittoria quando, domenica pomeriggio, mi arriva un sms: lui e un suo amico avrebbero fatto un giro in centro e se avessi voluto unirmi… Quindi non solo avevo perso la scommessa ma non era nemmeno un vero appuntamento!

Mi presento con un’amica (un’altra, non quella della scommessa), cominciamo a parlare e questa mia amica incontra alcuni colleghi, si salutano, ci presentiamo (erano due ragazzi e una ragazza francese) e in gruppo ci spostiamo verso un bar. Read the rest of this entry »

Vento…

marzo 23rd, 2010 by Elisa in Racconti autobiografici

Aprile 2009

Il vento… Le giornate ventose sono uggiose, spesso cupe, a volte invece c’è come un gioco nell’aria scintillante di luce. Le nuvole si rincorrono, le chiome degli alberi cambiano colore ogni secondo che passa: verde chiaro, verde scuro, argento, di nuovo verde chiaro. Un grande fruscio confuso, cigolii, voci che si rincorrono e si sovrappongono.

Mentre tornavo a casa oggi, appena uscita dal grande edificio dell’Orto Botanico di Pisa, ho subito sentito che nell’aria c’era un bel gioco. Il vento, si sa, ama burlarsi della gente, distrarla per un attimo dalle preoccupazioni quotidiane rubando sciarpe, cappelli, sollevando gonne, scompigliando i capelli.

Questo tipo di vento “pazzerello” mi piace perché porta novità, cambiamenti, come d’altronde si vede anche nel bellissimo film “Mary Poppins”: la banderuola del vento a forma di gallo cambia direzione? Allora qualcosa sta per accadere… si aprono finestre su Read the rest of this entry »

Nascita di un delfino all’acquario di Genova

marzo 22nd, 2010 by Elisa in Racconti di fantasia, Racconti inventati

Sono pazza? Ciao!… ciao!… scivolo veloce, volo, gioco con sfere trasparenti. Sono bellissima!!!

Sono mamma ora, mio figlio è sempre con me, è bella la maternità, vorrei sentire sempre al mio fianco questo guizzo di luce animato, insegnargli tutto quello che so, insegnargli la vita, come difendersi dai pericoli, come procurarsi da mangiare, come godere dei regali che ogni giorno la natura ci offre, prima che cresca e se ne vada per la sua strada.

Ma…oh! quando inizio a raccogliere le idee dopo una sua domanda (una domanda qualsiasi, anche semplicissima) nella mia mente si crea un vuoto, un vuoto nero. Caro si fa così… esiste questo, esiste quello… esiste cosa? Si fa come? Eppure lo sapevo! Lo sapevo…

Sono pazza? Ciao!…ciao!… scivolo veloce, volo, gioco con sfere trasparenti. Sono bellissima!!!

Vedi caro, sono sicura che dovrei insegnarti qualcosa, ma in effetti forse la vita è un qualcosa di veramente “piccolo”. In realtà si può solo apprezzare il cielo, che cambia colore dall’alba al tramonto, e che è la mia più grande fonte di stupore, e la consistenza Read the rest of this entry »

La camera

marzo 22nd, 2010 by sara_k in Racconti autobiografici, Racconti di vita

La cucina portava i segni della cena appena trascorsa. Sul fondo dei bicchieri si era formata una patina scura. La tovaglia era un tappeto di briciole. I piatti erano vuoti e sporchi. Restava qualcosa dentro a un paio di pentole, accatastate una sopra l’altra nel lavello.

“Ci penseranno i cani”, diceva Barbara mentre le buttava là in mezzo, dopo aver servito ogni portata. Ci riempiva i piatti, poi diceva quella frase. E accatastava pentole nel lavabo, una dietro l’altra. Mentre Barbara serviva il dessert, suo marito mi aveva chiesto come mi stava andando col tirocinio.

“Il solito”, avevo risposto.

“Niente in vista?”, mi aveva domandato, pulendosi la barba col tovagliolo.

“Niente”.

“Datti da fare, qualcosa verrà fuori”, rispondeva Barbara. “A trent’anni una persona dovrebbe già essere sistemata, dopo aver studiato tutta la vita. E invece che cosa le Read the rest of this entry »

L’altra metà del cielo

marzo 17th, 2010 by Claudia in Racconti autobiografici

Varie amiche spesso mi hanno suggerito di scrivere dei miei uomini che avrei fatto soldi!
A parte gli ex, che già son quello che sono, parliamo dei miei “non”, per esempio l’ultimo: l’Omo-sola, detto anche Quintino.

Il suo soprannome è scritto in maiuscolo, grammaticalmente corretto ma, dal mio punto di vista, significa che dopo tutto non si è comportato malissimo! C’è chi ha il soprannome scritto in minuscolo per sommo dispregio.

Dunque, Quintino: occhi splendidi, a volte blu a volte verdi, quando li aveva verdi ci provava, nonostante tutto io li preferivo blu. Una sera dagli occhi blu, ci eravamo appena conosciuti (forse per questo era arrivato in anticipo lui che più che il quarto d’ora accademico fa la mezz’ora), e, visto che non aveva il mio numero ma sapeva che sarei stata Read the rest of this entry »

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