I miei capelli
luglio 26th, 2010 by Claudia in Racconti autobiografici
I miei capelli sono spettinati. Non ha importanza che li abbia lunghi o corti, lisci o ricci, sarei spettinata anche se li rasassi a zero. Appena li sistemo stanno abbastanza bene ma al minimo zefiro ritornano esattamente come vogliono loro e devo anche stare attenta al taglio, scalato sì, ma in una certa maniera, altrimenti le punte si arricciano: quelle sulla testa (più corte) all’ingiù, e quelle sui lati (più lunghe) all’insù, c’è stato un periodo in cui sembravo un incrocio tra un ananas e un albero di natale.
I miei capelli non sono governati dalle leggi della fisica ma da quelle di Murphy e hai voglia a mettere la crema idratante, balsamo, non sono crespi e neanche particolarmente secchi ma semplicemente… spettinati.
Era periodo di saldi, così io e una mia amica decidiamo di fare un giro per negozi prima che finissero le taglie. Nel mio secondo negozio preferito vedo un vestitino in seta corto con una profonda scollatura sulla schiena che a me piacciono tanto.
Io ho la terribile abitudine di non guardare la taglia dei vestiti, questo in particolare mi sembrava abbastanza largo, con qualche difficoltà lo infilo, mi stringeva un po’ sui fianchi, lo tolgo con una qualche difficoltà maggiore e poi scopro che non è la mia misura. … continua
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Vernissage
luglio 26th, 2010 by Blanche in Racconti di vita
Sul biglietto d’invito, mandato a più di 800 persone, era scritto che l’inaugurazione iniziava alle 21. Ma, in realtà, il pienone nelle sale del museo ci fu verso le 22, o meglio dalle 22 in poi, visto che io andai via proprio nel momento di maggiore affluenza e di conseguenza molto prima della fine della serata.
Ho avuto grande possibilità di osservazione quella sera, un po’ perché non conoscevo nessuno, un po’ perché la mia natura riservata e poco socievole non mi rendeva molto propensa a mischiarmi nella folla mondana.
E devo riconoscere che vedere le coppie percorrere i piani del palazzo-museo era come trovarsi a una sfilata di moda, o ad una gara di eleganza, con una larga predominanza di tacchi alti e vestiti corti, molto corti.
Un’esplosione di colore in questa serata estiva che faceva concorrenza ai quadri colorati dell’artista esposto! Saluti, sorrisi, strette di mani, perfino abbracci a seconda dell’importanza dell’ospite; il direttore porta una giacca bianca, e sua moglie una vestito di … continua
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Quaranta passi
luglio 15th, 2010 by roberto giampietri in Racconti inventati
A ventisei anni, quaranta passi, non sono niente. Sai di giocarti tutto, sei consapevole di poter cambiare le sorti del tuo paese.
Ma sorridi, l’hai sempre fatto. Anche adesso che tutt’intorno hai così tanta gente che ti osserva, in attesa, in quello strano silenzio. Sorridi. Pensando a quella sera: a quando papà se ne è andato, per chissà quale motivo.
Ti ricordi quella stanza e tutte quelle persone assiepate dinanzi alla tv. Sorridi. A. era nella tua stessa situazione: un pallone, uno stadio, un dischetto. E la possibilità di un risultato incredibile.
Il papà ti aveva portato con sé, era il tuo compagno di gioco, l’amico più fidato. Negli ultimi tempi stava male. Ricordi il tiro e quella strana traiettoria. Fuori. Ricordi le … continua
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Feeling a stranger everywhere
luglio 7th, 2010 by Carla in Racconti di vita
Il mondo è pieno di stereotipi, si sa. Ed ognuno, forse, nella vita è o è stato vittima di un’etichetta (tipo: sei ingegnere allora hai la mente quadrata, sei artista allora sei un fricchettone e cose del genere) soprattutto qui da noi, dove le etichette piacciono molto.
Io ho provato a dare una spiegazione a questa cosa delle etichette e ho pensato che prenderò come valida per l’Italia una spiegazione che un caro amico romano mi ha dato per Roma: siamo troppi, troppa gente in pochi chilometri quadrati, bisogna organizzare, definire tutta questa moltitudine in qualche modo.
E vabbé, al di là delle brutte conseguenze che questa organizzazione può avere sulle persone singole, prendiamo questa spiegazione per buona, giusto per rispettare la buona fede di chi usa e abusa di categorie e definizioni.
In fondo è vero: in Italia siamo davvero troppi. Siamo più di 60 milioni, ben 200 per chilometro quadrato. Avete capito bene. Significa che ogni 10 metri che fai hai la … continua
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Pensieri notturni
giugno 16th, 2010 by Claudia in Racconti autobiografici
Era notte fonda, i lampi squarciavano il cielo e i tuoni seguivano immediatamente dopo.
“Il temporale è proprio quassù!”… ho pensato, mi sono alzata a staccare il computer dalla presa, c’è un parafulmini vicino ma meglio evitare rischi.
Quando mi sono svegliata il sole splendeva in un cielo tornato azzurro e, a proposito del nubifragio della notte precedente, mi hanno riferito che i lampi illuminavano a giorno e il cielo sembrava un soffitto di luce. Mi sarebbe piaciuto vederlo ma, pensando che fosse il solito temporale, lì per lì ho solo riflettuto sul fatto che, dopotutto, non avrei messo la libreria in metallo vicino alla finestra e mi sono riaddormentata.
E’ raro che mi alzi dal letto durante la notte se non per motivi seri. La mia coinquilina, scherzando sulla notte passata, mi ha detto che quando ha sentito quel pandemonio si è svegliata e, per paura che l’antenna del telefonino attirasse i fulmini, ha estratto la pila. Capita che, svegliati di soprassalto si pensino le cose più strane, una volta io ho cercato … continua
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Mondiali South Africa 2010
giugno 12th, 2010 by Sara in Racconti di attualità
L’Africa…. dicono che chi sia stato in questa meragliosa terra ne resti innamorato per tutta la vita, e che il suo ricordo si veli per sempre di desiderio di tornarci e di nostalgia…
Non sono una appassionata di calcio ma, non so per quale strana alchimia, puntualmente i Mondiali mi tengono inchiodata alla tv con una certa tensione e passione… sarà forse per quell’atmosfera frizzante, per quel sentimento comune che si crea e che ci fa essere, per una volta, tutti d’accordo…
Questa edizione South Africa 2010 in modo particolare, per qualcosa che va oltre il mero risultato ottenuto dalla mia squadra o dalle altre: credo sia il fascino che subisco nel vedere come un popolo, quello del Sudafrica, riesca a celebrare con allegria ed autentica felicità questo evento.
I suoni, i colori, il sorriso della gente e dei tifosi, la speranza nei loro occhi, mi fanno restare lì a guardare… e a riflettere. … continua
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Festività Natale è appena passato, non mi sono ancora ripresa da tutti quei regali e pensierini che già arriva marzo che per me è un secondo periodo di feste: tre quarti...
Fatemi capire
giugno 8th, 2010 by Carla in Poesie
a Simo V. che si merita il meglio
Se ti impegni pretendi,
ma se pretendi ti deludono,
e se ti deludono ti domandi,
e quando ti domandi ti incazzi,
se ti incazzi ti sfoghi,
se ti sfoghi capisci.
Quando capisci vedi.
Vedi che gruppo è un sentire relativo,
che il parlare di onestà non significa praticarla,
(insomma, il vecchio-come-il-mondo “predica bene e razzola male”)
che una pecca organizzativa è malafede,
che un centesimo speso è un dito regalato,
che per quanto una certa open-mind fugga gli stereotipi
a volte questi ti si sbattono in faccia senza che tu possa scansarli.
Quindi fatemi capire.
Mi hanno cresciuta con grandi valori e ideali
di responsabilità e sacrificio,
di progresso e laicità,
d’orgoglio repubblicano e bene pubblico, … continua
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Quello che non ho è quel che non mi manca
giugno 6th, 2010 by Carla in Racconti di vita
Di lei mi ricordo l’abbraccio. Le arrivavo appena ai seni a quei tempi e quando mi abbracciava affondavo il mio viso nella sua pancia e mi ricordo il tatto, i suoi vestiti dai colori scuri: grigio, bordeaux, marrone e delle minute fantasie floreali senza allegria. Ricordo lo scialle che portava al collo ed il fazzoletto sul capo, immancabile. Vorrei ricordarmi il suo profumo.
C’è un immagine con cui Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi chiudono il film Persepolis, in cui la protagonista si addormenta ricordando l’abbraccio della nonna ed io in quella scena sento la morbidezza del ventre al quale mi sono stretta così tante volte da piccola.
Con mio padre parlava il sardo ed io non capivo quasi mai l’intero scambio di battute e lui, per questa mia mancanza ha sempre commentato, con una risata, “scarsixedda sesi”: come sei scarsa.
Avrei rimediato a quella mia mancanza alla fine dell’estate. Avrei dovuto scrivere la sua storia, l’avrei scritta in sardo per poi tradurla. Agnese aveva 81 anni di storia da raccontare e mi ricordo solo che la proposta non le dispiacque. Quelle storie però io non le … continua
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*.Bengasi
maggio 30th, 2010 by Claudia in Racconti autobiografici
Non ho molto senso dell’orientamento, si può dire che non ne abbia affatto, visto che ho abitato in una casa in cui prima di trovare l’uscita dovevo fare un paio di giri dell’unico corridoio esistente però si poteva girare sia a destra che a sinistra, era questo a farmi perdere.
In queste condizioni non è l’ideale andare a lavorare in una città molto grande e tanto simmetrica, fortunatamente i trasporti pubblici funzionavano a dovere e su ogni palina c’era l’elenco di tutte le fermate con i relativi incroci delle strade. Appena scesa dal pullman iniziava l’avventura, andare a destra o a sinistra in una città simmetrica non sembra fare molta differenza, ma si arriva in punti diversi, a volte opposti alla meta. Particolare inquietante era che io arrivavo sempre in posti aventi a che fare con Bengasi, chissà perché tutti questi luoghi intitolati a quella città.
La prima volta che è successo, era primo pomeriggio, avevo un appuntamento con mia sorella ma sono arrivata ad un orario a caso, smarrita nelle traverse di via Bengasi (con l’accento sulla “a“, non sulla “e” come dicono i simmetrici). Un’altra volta verso l’imbrunire, sempre per incontrare mia sorella, mi trovavo appena fuori città che era ed è tutt’ora … continua
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I disastri ambientali (… ed io?)
maggio 27th, 2010 by Sara in Racconti di attualità
L’ultimo disastro ambientale al quale stiamo tristemente assistendo è quello causato dall’esplosione del pozzo petrolifero, che, ormai da più di un mese, sta sversando “l’oro nero” nei mari del Golfo del Messico, senza che si possa fare nulla di risolutivo, pare.
Permettetemi un piccolo sfogo sulla vicenda e su tutte quelle vicende analoghe in cui gli interessi primari sono i soldi e il potere e non la tutela dell’ambiente e degli individui che ci vivono dentro, siano essi animali, piante o uomini.
Ritengo vergognoso che l’uomo, per i propri interessi economici e per i giochi di potere internazionali, possa essere così egoista da continuare ad indirizzare le proprie scelte verso soluzioni che possono provocare morti e disastri ambientali senza precedenti; e che non abbia come pensiero primario il preservare un ambiente nel quale dovranno vivere le generazioni future e dal quale tutti, compresi i potenti, attingiamo tutte, proprio tutte, … continua
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